Aromi e sapori sanno risvegliare ricordi che la vista può facilmente offuscare. Sarà successo anche a voi, captando un profumo o assaporando un piatto, di sentirvi a casa anche a migliaia di chilometri di distanza. Proprio quella sensazione autentica e rassicurante è alla base del menù che lo chef Andrea Vigna ha creato per il primo Marni Flower Café: un angolo di Italianità nel cuore di Osaka, in Giappone.


Al terzo piano del Department Store Umeda Hankyu, Marni ha saputo ricreare uno spazio caldo e familiare dove l’equilibrio armonioso di forme, materiali e colori rispecchia pienamente l’essenza della maison stessa. Un concept store dove incontrarsi per gustare specialità italiane di alta qualità, acquistando fiori e prodotti realizzati in esclusiva dal brand nostrano.

Non è una casualità che il logo Marni rappresenti una casetta: Casa non è solo l’edificio in cui abitiamo ma, come rappresenta al meglio il termine inglese Home, qualcosa di più profondo ed ideale, dove ciascuno di noi si sente libero di essere se stesso.
Abbiamo scambiato qualche chiacchiera con la mente culinaria del progetto, colui che ha appositamente creato il menù, dedicandosi con cura anche alla formazione del personale giapponese: Andrea Vigna, cuoco milanese e anima del blog Panbagnato.

A coffee with Andrea Vigna x Marni Flower Café - Coffeedential

Il logo di Marni e l’ambiente stesso del café riconducono ad un’idea di “Casa”… hai voluto comunicare altrettanto in cucina?

Sì, i dolci (5 crostate 2 torte e 3 biscotti) sono tipici dolci italiani semplici, quasi casalinghi, ma realizzati con tecniche professionali che permettono un risultato costante e di ottima qualità.
La parte salata è composta da focacce farcite, per cui ho dovuto studiare un impasto che si adattasse bene al clima e che fosse gestibile quotidianamente da persone che non sono solite panificare. Le farciture semplici, con ingredienti di qualità ma dal profumo tipicamente italiano.

Le maggiori difficoltà le ho incontrate nel ritrovare ingredienti che avessero la stessa fragranza… e un po’ nella comunicazione, dato che non tutti i Giapponesi parlano inglese!

In questi primi giorni di apertura c’è, tra tutte le tue proposte, un piatto che ha già conquistato i palati nipponici?

Quando sono stato lì ho visto ordinare tutte le proposte del menù; l’approccio con posate e gusti nuovi mi è parso soddisfacente… Sorrisi e piatti puliti!

Poi controllo spesso l’hashtag #marniflowercafe per vedere come va, cosa mangiano, scelgono, postano.

Ti cito:”Mangiare serve per ricordare, sperando di incontrare un pezzo di se stessi”… ti è successo in Giappone?

Sì, con un yakitori a Tokyo e un soba a Osaka. Incontri un aroma, una combinazione di sapori che aleggia nella tua mente ma soprattutto l’approcio alla materia prima, rispettoso e pulito… nel senso di minimale.

La cucina giapponese mi piace molto, il sushi un po’ meno.

Se ti dico caffè cosa ti viene in mente? Ti piace?

L’Equatore.

Sì, sono assolutamente per l’espresso e lo bevo solo al bar, ma in Giappone ho scoperto il caffè a caduta. Ho comprato il necessario per farlo anche qui a casa… è buonissimo!

 

Andrea ci rivela che i giapponesi vanno matti per il caffè:”lo fanno in modo maniacale, pesano la polvere ad ogni ordinazione e controllano la temperatura dell’acqua al centesimo di grado con tanto di termometro! Ho visto due torrefazioni che lavorano con sonde e computer per tostare il caffè in modo ottimale”.

Tipico dei giapponesi viene da pensare, precisione e tecnologia unite ad una tradizione millenaria sono imprescindibili dalla definizione di questo popolo.

E pensare che noi italiani ci riteniamo impavidamente “Gran Maestri del Caffè”… forse, in fondo, Marni non poteva scegliere un luogo migliore per il suo esordio.

 


Photo Courtesy of MARNI
Graphics by Diletta Guglielmino – Text & illustration by Chiara Rigoni